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Asturie
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top
Il mwfaPrincipato delle Asturie (mwfqin spagnolo mwfgPrincipado de Asturias, mwfwin asturiano mwgaPrincipáu d'Asturies; in mwgqeonaviego mwggPrincipao d'Asturias) è una mwgwcomunità autonoma della mwhaSpagna settentrionale, è composta da una sola provincia, di cui l'erede al trono spagnolo è tradizionalmente mwhqprincipe.
La superficie è di circa mwhw10 000 chilometri quadrati, mentre la sua popolazione supera leggermente il milione di abitanti. Le lingue ufficiali sono lo spagnolo e l'asturiano. Il suo capoluogo è la città di mwiaOviedo (in asturiano mwiqUviéu), mentre mwigGijón (mwiwXixón) è la più abitata. Altri centri importanti sono mwjaAvilés, mwjqMieres, mwjgLangreo (Llangréu), mwjwCangas de Onís (mwkaCangues d'Onís), mwkqVillaviciosa, mwkgCangas del Narcea e mwkwLlanes.
Contents
• Coste
• Società
• Storia
• Cultura
• Musica
• Sport
• Economia
• Politica
• Note
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Topografia
Le Asturie sono formate da varietà e diversità di luoghi, da alte e scoscese montagne a coste frastagliate alternate da lunghe ed apprezzate spiagge oceaniche a breve distanza dalle prime.
Posizione
La regione è situata nella costa settentrionale spagnola. Confina ad mwmqovest con la mwmgGalizia, a est con la mwmwCantabria, a sud con mwnaCastiglia e León e a nord è bagnata dal mwnqMar Cantabrico.
Dopo la morte di mwnwPelagio (attorno all'anno mwoa737), che governò le Asturie - come suo figlio mwoqFavila - come un semplice mwogPrincipato, il territorio asturiano aveva più o meno le dimensioni attuali.
Già nel libro mwpaLiber Testamentorum del vescovo Pelagio, nel mwpqXII secolo, si definisce la provincia delle Asturie come:
«mwqaIntra fines asturiarum a pirineis montibus usque in ora maris a flumine magno quod dicitur Ove usque in flumin quod dicitur Deva»
Nella maggior parte delle cartine fatte a partire dal mwqgXVI secolo si vede una provincia divisa in due parti: La mwqwAsturias de Oviedo e la mwrqAsturias de Santillana. Quella di Oviedo aveva la sua frontiera occidentale nel fiume Eo e dalla parte orientale nel fiume Sella, dove cominciava la parte di mwsqSantillana. Questa arrivava fino a mwsgSan Andero, vicino a mwswSantander, che in quel periodo faceva parte del territorio di Vizcaya, che più tardi, insieme a mwtaLaredo, mwtqSantoña e mwtgCabezón de la Sal formò il territorio "de las Cuatro Villas" dal quale successivamente è sorta la regione di mwtwCantabria. A sud le Asturie confinano con la mwuaCordigliera Cantabrica.
Nella mappa disegnata nel mwug1700 da Charles Hubert (primo geografo del mwuwre di Spagna) comincia a essere nominato il mwvaPrincipato delle Asturie, diviso ancora tra Santillana e Oviedo.
Poiché nel mwvg1835 fu adottata la divisione provinciale secondo il modello "francese", fu disegnato il profilo attuale della regione, e scomparve momentaneamente la Asturias de Santillana, in modo da integrare il territorio, dal mwvwfiume Deva in poi nella provincia di mwwaSantander.
Orografia
La mwyqCordigliera Cantabrica raggiunge nelle Asturie, specialmente in prossimità del confine con la mwygProvincia di León, le altitudini più elevate e gli scenari forse più suggestivi e famosi dell'intera catena, culminanti nei ben noti mwywPicos de Europa nella parte orientale. I Picos raggiungono i mwza2 648 metri di altitudine massima col monte mwzqTorrecerredo, ma è degno di nota anche il celebre mwzgNaranjo de Bulnes (o mwzwPico Urrielu), un suggestivo monte a forma conica con pareti pressoché verticali per 500 metri, alto in totale mwaa2 519 metri. È situata nei Picos de Europa anche la famosa Garganta del Cares, un suggestivo mwagcanyon lungo 9 chilometri attraversabile esclusivamente a piedi in una gola naturale affascinante scavata dal fiume mwawCares.
Oltre ai Picos di notevole interesse un'altra catena meno orientale, sempre in gran parte formata di calcare, costituita dalle cime che rientrano nel Parco Naturale del Redes, i centrali Ubiñas a sud di Oviedo ed il Parco Naturale di Somiedo ad ovest. I monti Cantabrici, specialmente nella parte dei Picos, sono molto apprezzati per attività sportive come scalate, camminate, sci, estendendosi per circa 200 chilometri in totale, sconfinando nelle vicine Galizia e Cantabria.
Il dato curioso dei monti asturiani è che si innalzano in maniera rapidissima dopo un piccolo tratto collinare che li separa dal mare, distante soltanto mwca20 km.
Coste
La costa asturiana è molto lunga e presenta centinaia di spiagge, piccole baie e caverne marine naturali. Uno degli esempi più celebri è la nota mwfgPlaya del Silencio ("Spiaggia del Silenzio") vicino al caratteristico villaggio peschereccio di mwfwCudillero, poco ad ovest di mwgaGijón, ma anche molte spiagge intorno al centro balneare di mwgqLlanes, come il mwggBarro, la mwgwBallota, il mwhaTorò e la mwhqTorimbia (quest'ultima destinata anche ai nudisti). In particolare la costa di Llanes è molto conosciuta anche per un fenomeno naturale particolare, i mwhgbufones, degli spruzzi violenti e improvvisi d'acqua e vapore che fuoriescono da fessure sul terreno: non si tratta di attività geotermica, anche se c'è una certa affinità con i mwhwgeyser a prima vista, ma è l'Oceano che si insinua nel sottosuolo scoglieroso, come dimostrano varie caverne naturali molto suggestive nell'area, tra tutte la mwiaCueva Bolado e, in giornate di particolare vento ed alta marea, tende a fuoriuscire da buchi scavati con l'erosione. Molte delle spiagge asturiane sono sabbiose, pulite e circondate da suggestive scogliere. Nei pressi di Salinas la costa è più piatta e sabbiosa ed è protetta per l'importanza nella mwiqbiosfera.
Tra i numerosi promontori è da evidenziare mwiwCabo Vidio che si estende verso nord, una lingua di terra rocciosa molto apprezzata per i paesaggi che offre, e Cabo Peñas, che raggiunge le latitudini più elevate della comunità.
Idrografia
Per il suo territorio mutevole, non ci sono grandi fiumi nelle Asturie. Sono tutti decisamente brevi e con portata relativamente modesta. Spiccano il mwjwCares, sfruttato per ricavare mwkaenergia idroelettrica (la famosa ruta nella Garganta del Cares è stata del resto creata per costruire poi la centrale elettrica), e l'Eo, che segna però gran parte del confine con la mwkgGalizia. Si segnalano inoltre il Nora ed il Deva.
Anche i laghi sono piuttosto piccoli, anche se alcuni godono di ottima fama, specialmente quelli montani, tra tutti i due piccoli ma celebri mwlaLaghi di Enol.
Organizzazione territoriale
Secondo lo mwlwstatuto di autonomia delle Asturie, la Comunità è divisa in 78 concejos, figura che corrisponde al municipio. La entità di minoranza al mwmqconzejo è la mwmgparrocchia civile, che non deve per forza coincidere con la parrocchia ecclesiastica. Dentro ad ogni mwmwparrocchia si amministrano i diversi quartieri.
Società
Evoluzione demografica
La popolazione attuale è caratterizzata dal maggior mwnwtasso di mortalità di tutta la mwoaSpagna (12 per mille) e il più basso mwoqtasso di natalità (6 per mille), perciò dal 1987 la popolazione sta diminuendo. C'è tuttavia da sottolineare che le grandi città mantengono sostanzialmente lo stesso numero di abitanti, il che significa che la diminuzione è molto più sensibile nelle aree rurali, specialmente quelle più interne:
| 1800 | 1900 | 1910 | 1920 | 1930 | 1940 | 1950 | 1960 | 1970 | 1981 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 350 000 | 627 069 | 685 131 | 743 726 | 791 855 | 836 642 | 888 149 | 989 344 | 1 045 635 | 1 127 007 |
| 1991 | 1996 | 1998 | 1999 | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | |
| 1 098 725 | 1 087 885 | 1 081 834 | 1 084 314 | 1 076 567 | 1 075 329 | 1 073 971 | 1 075 381 | 1 073 761 | Fonte: INE |
Storia
Preistoria
Insediata da gruppi umani sin dal mw8wPaleolitico inferiore, durante il mw9aPaleolitico superiore la regione fu caratterizzata dalle mw9qpitture rupestri nella parte orientale della Comunità. Nel mw9gmesolitico si sviluppò una cultura molto particolare, l'mw9wAsturiano, mentre la successiva mw-aetà del bronzo, si caratterizza per i mw-qmegaliti e i cosiddetti mw-gtumuli. Nell'mw-wetà del ferro il territorio fu influenzato dalla mw-aCastrocultura.
Romani e Barbari
La mw-wconquista romana avvenne tra il mwaqa29 e il mwaqe19 a.C. ove le legioni si scontrarono con la confederazioni dei celtiberi degli Asturi (da cui il nome della regione), composta da varie tribù come i Luggoni e i Pesico. Nel mwaqi379 l'imperatore mwaqmGraziano scelse un generale iberico, mwaqqTeodosio I per farne l'imperatore d'Oriente. Convertito al mwaquCristianesimo nel mwaqy380, Teodosio ne fece la religione di Stato. Proibendo le versioni eretiche dell'mwaqcarianesimo e dei mwaqgmanichei e i mwaqkculti pagani. Egli, dopo aver eliminato un usurpatore in Occidente nel mwaqo388, regnò sulla totalità dell'mwaqsImpero romano. L'unità fu di breve durata, alla sua morte l'impero fu diviso tra i suoi due figli.
Il 31 dicembre mwaq0406, spinti dagli mwaq4Unni, alcuni popoli germanici attraversano il mwaq8Reno ed entrano in mwaraGallia. Questi popoli furono in seguito sospinti verso la mwarepenisola iberica. I mwariSuebi si stabilirono in mwarmGalizia mentre i mwarqVandali e gli mwaruAlani scesero verso l'mwaryAndalusia. In questo periodo, mwarcAlarico I, capo dei mwargVisigoti, conquistò mwarkRoma nel mwaro410. Il suo successore, mwarsAtaulfo, sposò, nel mwarw414, mwar0Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio. Scacciato dal governo di mwar4Ravenna, si trasferì in mwar8Spagna. Da allora le guerre tra barbari si moltiplicarono nella penisola iberica.
Con il tempo questi popoli s'integrarono parzialmente con la popolazione romana iberica, alcuni di questi popoli barbari, come i Visigoti e i mwaseFranchi, si allearono con l'impero per arrestare le orde mwasiunne di mwasmAttila nel mwasq451. Questa coalizione affrontò gli Unni nella mwasuBattaglia dei Campi Catalaunici, presso mwasyOrléans, dove trovò la morte mwascTeodorico I.
L'arianesimo spagnolo e la riconversione al Cattolicesimo
Nel mwata325 un mwatevescovo di mwatiCordova aveva fatto convocare dall'imperatore mwatmCostantino I il mwatqprimo concilio mwatuecumenico a mwatyNicea, per far condannare le idee mwatcsubordinazioniste (Cristo subordinato a Dio). Questo fatto indica che anche in terra iberica a quel tempo le idee ariane erano molto diffuse, molto prima dell'arrivo dei barbari.
La venuta in terra iberica dei mwatkVisigoti, pure loro ariani, contribuì ad affermare maggiormente l'arianesimo nella penisola. Pur essendo solo all'incirca il 5% della popolazione della penisola, imposero l'arianesimo come religione dello Stato. I riti venivano tenuti in lingua gota e l'arcivescovo ariano di mwatoToledo, capitale del reame goto, era pure il mwatsprimate di Spagna.
Il clero cattolico si rifugiò nelle campagne. Sorsero degli edifici religiosi, eremi e monasteri in regioni discoste. In gran parte la popolazione ispano-romana rimase cattolica, la popolazione urbana diminuì e le città si chiusero su sé stesse.
Nell'ultimo quarto del mwat4VI secolo il re visigoto mwat8Leovigildo sposò Teodosia, sorella cattolica di mwauaIsidoro di Sivigliacite-ref-2[2]. Il re cercò di riconciliare i visigoti e gli ispano-romani e si allineò al mwauusimbolo di Nicea per quel che concerne la mwauynatura del Cristo. Uno dei suoi figli sposò una delle nipoti cattoliche di mwaucClodoveo. Un altro figlio, Ricaredo, si convertì al cattolicesimo nel mwaug587 e abiurò ufficialmente l'arianesimo durante il mwaukconcilio di Toledo nel mwauo589, coinvolgendo la regina, tutta la corte e tutti i vescovi visigoti eretici. L'arcivescovo di Toledo rimase primate di Spagna e la mwausChiesa fu sostenuta dai sovrani. Questi nominavano i vescovi che, in cambio, esercitavano un controllo sull'amministrazione reale.
Ma i visigoti dovettero fronteggiare epidemie, carestie e incursioni mwau0franche. Tutto questo accompagnato da frequenti guerre fratricide per le successioni al trono. Un pretendente al trono di Toledo, Akhila, rifugiato a mwau4Ceuta (mwau8Marocco), ebbe la sventurata idea di assicurarsi la vittoria sul suo nemico mwavaRodericocite-ref-3[3] chiedendo l'aiuto delle truppe del mwavuMaghreb per cui, nel mwavy711, mwavcTariq ibn Ziyad attraversò lo stretto che da allora è associato al suo nomecite-ref-4[4].
Espansione dell'islam e resistenza cattolica
I settemila uomini di Tariq non erano Arabi, ma mwav4Berberi, il cui territorio nordafricano era appena stato occupato dagli Arabi che in tal modo se ne sbarazzarono per diminuire la loro resistenza. L'antagonismo esistente tra queste due etnie, che divennero i nuovi signori della Spagna, rese fragile il regno musulmano di Spagna sin dall'inizio. La folgorante conquista iniziale fu ottenuta in quanto la popolazione ispano-romana, che costituiva la grande maggioranza della popolazione iberica, semplicemente non si sentì coinvolta in questi eventi e li percepì solo come un cambiamento di padrone. In tre anni la penisola fu interamente occupata, ad eccezione della Cordigliera Cantabrica (futuro mwav8regno delle Asturie) all'estremo nord-ovest del paese, dove i rilievi montuosi raggiungono spesso i mwawa2 000 metri, e perfino i mwawe2 600 ai mwawiPicos de Europa, ostacolarono i tentativi d'occupazione. In questa regione ben presto si rifugiarono molti cristiani, provenienti in particolare da mwawmToledo. Qui mwawqPelagio si mise alla testa dei rivoltosi e incominciò una lotta di resistenza agli invasori, attaccando le loro fortezze.
Gli invasori si insediarono a mwawyCordova, con frequenti razzie nel sud della Francia. Nel mwawc722 fu inviata una spedizione nelle Asturie dove mwawgPelagio, con il suo esercito, li attirò nelle gole di mwawkCovadonga e li sconfisse. A seguito di questa vittoria, un piccolo gruppo di nobili visigoti ed asturiani, inizió a recuperare il territorio perso durante la conquista musulmana del 711, incorporando nella propria orbita le terre di nessuno fra i fiumi Eo e Duero, creando durante questo periodo un'arte propria, l'arte preromanica asturiana, che si estese in tutti i suoi possedimenti, fino all'attuale Galizia meridionale.
Arabi e Mozarabi
Mentre il regno delle Asturie si rafforzava e si popolava di rifugiati del sud della Spagna, i cattolici assoggettati all'islam si ritrovano sottoposti al pagamento di imposte fissate solo per loro, non avevano diritto di edificare nuovi edifici di culto e nuovi conventi. Anche in questa occasione molti furono quelli che si rifugiarono nelle campagne, mentre gli occupanti si concentravano nei grandi centri. Ancora una volta, eremi sorsero in zone appartate. I cristiani che vivevano in terra musulmana non potevano praticare la loro religione, se non dopo aver fatto atto di sottomissione a un signore mwawwMoro.
Evoluzione del regno delle Asturie
Nel mwaxu789 il re mwaxyBernardo delle Asturie trasferì di nuovo la capitale a Oviedo; la città fu saccheggiata nel mwaxc794, ma nonostante questa sconfitta, la mwaxgmwaxkReconquista incominciò.
Il territorio, com'era successo con Roma e mwaxsToledo, non fu facile da sottomettere, stabilendosi nel mwaxw722 un'indipendenza di fatto, dapprima come mwax0Principato con mwax4Pelagio e suo figlio mwax8Favila e poi, con mwayaAlfonso I il Cattolico, come mwayeRegno delle Asturie.
Quando mwaymCarlo Magno morì, nell'814, i «confini del suo impero coincidevano con la linea delle coste del continente europeo dalla foce dell'mwayqElba ai mwayuPirenei» che a loro volta dividevano l'impero carolingio dal mondo islamico. Dopo la conquista della Spagna da parte degli Arabi, erano comunque rimaste due mwayyenclave: «un piccolo numero di Visigoti si era infatti ritirato all'estrema periferia nord-occidentale della penisola dove aveva fondato il piccolo regno delle Asturie e mwaycGalizia. Il re di questo piccolo stato, mwaygAlfonso II il Casto aveva dimostrato la più profonda devozione per Carlo Magno e spesso gli aveva inviato ricchi doni».cite-ref-5[5]
Con mway4Alfonso Magno si arrivò all'apogeo del potere del regno delle Asturie. Alfonso III, avanzando anche lungo il mway8Duero, riuscì a conquistare le roccaforti di mwazaZamora, mwazeSimancas, mwaziSan Esteban de Gormaz ed mwazmOsma.
Nel mwazu905, Alfonso III, con colpo di Stato, depose il re di mwazyPamplona, mwazcFortunato Garcés sostituendolo con mwazgSancho I Garcés. Col sostegno dei nobili galiziani conquistò il Nord del mwazkPortogallo. Alla sua morte, il regno asturiano occupava tutto il nord ovest peninsulare, da mwazoPorto ad mwazsÁlava. Prima di morire divise il regno fra i suoi tre figli: a García, il figlio maggiore, andò il León, a Ordoño, il secondogenito, andò la Galizia e a Fruela, terzogenito, andarono le Asturie.
Nella divisione il regno più importante fu quello di León e quando Fruela II, nel 925, riunificò nuovamente i tre regni in un unico regno, trasferì la capitale a León, dando vita ad un nuovo regno: il mwaz0Regno di León.
Il secondo millennio
La monarchia asturiana si trasformò nel mwaaaX secolo nel mwaaeRegno di León. Durante i secoli medievali, l'isolamento permesso dalla Cordigliera cantabrica e la scarsa vocazione alla navigazione degli abitanti del luogo fecero sì che le fonti storiche a nostra disposizione siano scarse. Dopo la rivolta del figlio di mwaaiEnrico II di Trastámara, si stabilì il mwaamprincipato.
Nel mwaauXVI secolo il territorio raggiunse per la prima volta i mwaay100 000 abitanti, raddoppiati grazie all'arrivo del mwaacmais americano nel secolo seguente.
L'8 maggio mwaak1808, la mwaaoJunta General del Principado de Asturias dichiarò guerra alla mwaawFrancia. Il 1º gennaio mwaa01820, l'ufficiale mwaa4Rafael de Riego si promosse a mwaa8Cadice, proclamando la mwabaCostituzione del 1812.
Dal mwabi1830 cominciò lo sfruttamento del mwabmcarbone, dando inizio così alla mwabqrivoluzione industriale nella Comunità. Più tardi si sviluppò l'mwabuindustria siderurgica e navale.
Il 5 ottobre mwabc1934 si scatenò una rivolta (mwabgRivoluzione delle Asturie) principalmente di minatori, contro l'entrata del mwabkCEDA nel governo.
La mwabsguerra civile dette luogo alla divisione della regione in due schieramenti, dal 18 luglio al 20 ottobre mwabw1937. Dopo 20 anni si concluse la definitiva industrializzazione della regione.
Cultura
Arte e architettura
Le Asturie possiedono un ricco patrimonio artistico caratterizzato: da una fase mwaccvisigotica, visibile soprattutto nei residui mwacgarchitettonici, conservati grazie alla resistenza opposta in questa regione all'invasione mwackaraba iniziata nel mwaco711 d.C.; dalla fase visigota derivò un'architettura autoctona (mwacsArte asturiana), in qualche modo conclusiva del periodo artistico visigoto e comunque definibile mwac0preromanica suddivisibile in tre periodi: il primo in corrispondenza con il regno di mwac4Alfonso II el Casto (mwac8791-mwada842), di stile preromanico mwadealfonsino, rappresentato da monumenti come mwadiSan Julián de los Prados a mwadmOviedo (mwadq840), realizzato grazie all'mwaduarchitetto Trioda, uno dei primi noti nell'ambito dell'architettura mwadyeuropea.cite-ref-m-6-0[6]
La chiesa risente dell'influenza visigota nella pianta, evidenziata nella ricerca di sintesi fra lo schema mwadwgreco a croce e quello basilicale, nelle due mwad0cappelle in testa e nella sala posta sopra l'mwad4abside, ma si distacca, invece, dall'architettura visigota per l'introduzione di un grande spazio trasversale che accoglie tre mwad8navate e termina con tre absidi, anziché una sola, caratterizzate dalla presenza di mwaeaarcate cieche.
Il secondo periodo (mwaei842-mwaem850), chiamato "ramirense", è incentrato sulla figura di mwaeqRamiro I. I suoi architetti sono da considerarsi tra i più creativi dell'Alto-mwaeuMedioevo, e tra i monumenti più rappresentativi vi è mwaeySanta María del Naranco, nelle vicinanze di mwaecOviedo, originariamente concepita come palazzo reale, caratterizzata da una originale pianta rettangolare che presenta elementi risolutivi anticipanti il mwaeggotico, quali le mwaeklogge coperte da mwaeovolte a botte e ripartite in sette mwaescampate. Sia per le mwaewdecorazioni esterne, sia soprattutto per l'armonia all'interno fra gli elementi statici e quelli decorativi, il monumento è stato definito simbolo della "Rinascenza" austuriana. Nei pressi di questa chiesa vi è un altro monumento "ramirense" molto significativo, mwae0San Miguel de Lillo, chiesa della quale sono sopravvissute solo le due prime campate rispetto all'originale struttura a tre navate; l'insieme enumera molti elementi proto-gotici.cite-ref-m-6-1[6]
Il terzo periodo, collocabile storicamente intorno alla fine del mwafmIX secolo e agli inizi del mwafqX secolo, evidenzia qualche elemento derivante dall'arte mwafumediorientale, come ad esempio il portico semichiuso della chiesa San Salvador de Valdedios e complessivamente attesta l'inizio di una generale decadenza.
L'mwafwarte romanica è molto presente poiché tutta la regione era attraversata da una delle mwaf0rutas jacobeas (mwaf4Cammino di Santiago, in cui si distinguono il monastero di mwaf8San Pedro de Villanueva (vicino a mwagaCangas de Onís) e mwageSanta María del Junco (mwagiRibadesella).
Lo stile mwagqgotico non abbonda, anche se esistono grandi dimostrazioni di questo stile come la mwaguCattedrale di San Salvador a Oviedo.
L'insieme artistico di Oviedo è considerato fra i mwagcPatrimoni dell'umanità dall'mwaggUNESCO.
Al 2011 si registra l'apertura del mwahqCentro Culturale Internazionale Oscar Niemeyer, a mwahuAvilés, unica opera dell'architetto brasiliano mwahyOscar Niemeyer in Spagna.
Gastronomia
Il piatto più conosciuto delle Asturie è la mwaiamwaiefabada, potente stufato fatto con grossi fagioli bianchi (mwaiifabes), spalla di maiale (mwaimmwaiqlacón), salsiccia nera di mwaiusanguinaccio (mwaiymorcilla), salsiccia piccante (mwaicchorizo) e pancetta (mwaigtocino). Oltre al piatto più famoso, per la relativa vicinanza di pascoli, oceano e monti, la gastronomia asturiana presenta pietanze particolari e molto apprezzate per ogni genere di piatto: una grande varietà di pesce fresco e frutti di mare, specialmente dalle parti di mwaioCudillero, ma anche la buona qualità della sua carne di manzo, vitello e bue.
Esistono più di 100 varietà diverse di squisiti formaggi artigianali, dei quali il mwaiwmwai0Queso de Cabrales è il più famoso. Se si preferisce un dolce, il più tradizionale è il riso col latte (mwai4arroz con leche) e le mwai8casadiellas (sfogliatine ripiene di frutta secca come noci, mandorle o nocciole, previamente tritate, mescolate con zucchero e bagnate con un po' di liquore).
La bibita asturiana per eccellenza è il mwajesidro, localmente conosciuto come mwajisidra. La mwajmSidra asturiana viene servita in modo particolare, in grandi bicchieri di vetro sottile versando piccole quantità di sidra dalla bottiglia da posizione molto distante in alto (sopra la testa) nel bicchiere, posizionato alla vita, in modo da poter ottenere una maggior ossigenazione della bibita.
Letteratura
Si distinguono:
• mwajgJovellanos (1744-1811)
• mwajoLeopoldo Alas Clarín (1851-1901)
• mwajwRamón Pérez de Ayala (1880-1962)
• mwaj4Alejandro Casona (1903-1965)
• Carlos Bousoño (1923-2015)
• mwakiÁngel González (1925-)
• Mariano Antolín Rato (1943-)
• mwakyAurelio González Ovies (1964-)
Musica
Le formazioni musicali più abbondanti sono quelle di musica folk: suonatori di cornamusa tradizionali come Xuacu Amieva, gruppi di "mwalumusica celtica" (Llan de Cubel o Felpeyu i più conosciuti), numerose bande di cornamuse, il mwalgColectivu Muyeres, o la fusione che rappresenta mwalkHevia. Ma il Principato è anche culla di numerosi gruppi rock e pop come i Doctor Explosion (mwals60's Punk), Los Berrones (agro-rock, del quale sono creatori), Ilegales (mwal8punk), Zapato Veloz (difficilmente classificabili), mwameWarCry (mwamiheavy metal), Fe de Ratas (mwamqpunk), Meinhoff, Jacky Trap (mwamcNu-Metal, mwamgrock), rock radicale come Dixebra e mwamspop come mwamwMelendi, Australian Blonde, Manta Ray o Nosoträsh.
Aree di interesse naturalistico
Si tratta di una comunità montana e costiera che comprende numerose e conosciute zone naturalistiche (alcune di loro protette come parchi naturali o riserve); bisogna distinguere:
• Cima de mwanoL'Angliru
• mwanwNaranjo de Bulnes (Picu Urriellu)
• Parque Nacional de los mwan4Picos de Europa
• Ruta del Cares
• Ruta del Alba
• Cabo Peñas y Cabo Vidío
• Playa del Silencio
• Bufones de Llanes
• Lagos de Covadonga (Picos de Europa) e Lagos de Saliencia (Somiedo)
• Reservas de la Biosfera
• Parque Natural de Redes
• Parque Natural de Somiedo
• Reserva Natural Integral del Bosque de Muniellos
Sport
Le principali squadre di mwapucalcio del Principato, mwapyReal Sporting de Gijón e mwapcReal Oviedo, militano entrambe attualmente in mwapgSegunda División, contando molti tifosi. Lo Esfer Oviedo di mwapohockey e l'mwapsOviedo Moderno di mwapwcalcio femminile hanno disputato numerosi campionati nelle massime categorie.
Il pilota mwap4Fernando Alonso è uno dei protagonisti dei primi anni del III millennio nella mwap8Formula 1, ha vinto il campionato del mondo per due anni con la squadra Renault ed è nato a Oviedo. L'ex allenatore della mwaqaRoma ed ex calciatore del Barcellona mwaqeLuis Enrique e l'ex centravanti della nazionale spagnola mwaqiDavid Villa sono entrambi asturiani. I ciclisti professionisti mwaqmJosé Manuel Fuente e mwaqqVicente López Carril (attivi negli anni 1970), mwaquJosé Luis Rubiera, mwaqySantiago Pérez e mwaqcSamuel Sánchez sono tutti asturiani.
Economia
Il PIL pro capite delle Asturie è di mwaqo24600 € (2021), simile a quello della Basilicata (mwaqs24500 €).
Politica
Il capo del governo della regione è il mwaq8Presidente, mentre un mwaraparlamento autonomo legifera nelle materie regionali.
Istruzione
Università
Note
cite-note-22. ↑ Sotto i due episcopati successivi dei due fratelli, mwasuLeandro di Siviglia (579-600) e Isidoro (600-636), mwasySiviglia diventa un centro culturale estremamente brillante. Isidoro è l'autore delle Etimologie, 20 volumi che costituiscono la somma di tutte le conoscenze del suo tempo: mwascgeometria, mwasgastronomia, mwaskarchitettura, mwasogrammatica, mwassmetafisica, mwaswletteratura, mwas0teologia, ecc.
cite-note-33. ↑ Nel mwate709 il barone mwatiRoderico scatenò una guerra civile per usurpare il trono al re mwatmWitiza, l'anno seguente alla morte del sovrano, i nobili elessero re Roderico invece di mwatqAgila il figlio di Witiza. Questi, dopo un tentativo di insurrezione, si rifugiò nell'Africa del nord, da poco occupata dagli arabi e convertita all'mwatuIslam. Desideroso di vendetta, si alleò con gli arabi e nella primavera del mwaty711, con un piccolo esercito (circa mwatc12 000 uomini, di cui mwatg7 000 berberi) guidato dal generale mwatkTariq ibn Ziyad, occupò dapprima la rocca di mwatoGibilterra e in seguito affrontò in varie scaramucce i Visigoti. Il 19 luglio vi fu la battaglia decisiva a mwatsGuadalete con la sconfitta dei Visigoti. Dopo la disfatta dell'esercito goto, con estrema facilità, gli arabi s'impossessarono di tutta la penisola iberica.
cite-note-44. ↑ Gibraltar = djebel Tariq, la rupe di Tariq.
cite-note-55. ↑ Jan Dhondt, mwauiL'alto Medioevo, Storia Universale Feltrinelli, Vol. 10, Feltrinelli Editore, Milao 1970, pp. 15-16 © 1968.
cite-note-m-66. ↑ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. I, pag.426-428
Bibliografia
• Camps Cazorla, mwausArquitectura cristiana primitiva y asturiana, Madrid, 1929
• Puig Cadafalch, mwau0Les églises des Asturies et leur origine, 1937
• G.King, mwau8Pre-romanesque Churches of Spain, Londra, 1924
Voci correlate
• mwavmComuni delle Asturie
• mwavuRivoluzione delle Asturie
• Partíu Asturianista
• mwavkCercanías delle Asturie
• mwavsCucina delle Asturie
• mwav0Principe delle Asturie
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Collegamenti esterni
• (ES) Sito ufficiale, su asturias.es.
• citereftreccani-itAsturie, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRiccardo Riccardi, Pietro Romanelli e Rafael Martinez, Asturie, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefdizionario-di-storiaAsturie, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itAstùrie, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-medievaleE. Fernández González, ASTURIE, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991.
• citerefbritannica-com(EN) Rodriguez e Vicente, Asturias, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgec(CA) Asturie, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
• (AST, ES, EN) Governo del Principado de Asturias
• (ES) Informazioni sul Principato, su asturiasnatural.com.
• (ES) Fotografie di la Naturaleza e la fauna e la flora di Asturias, su imagenesdeasturias.com.